A_

la sordità grave

di un assolo

demarca la staticità emozionale

di questo tratto

pacato il rintocco

distanziale della rete

scandisce la purezza

d’abito bianco

in questo giorno

dai risvolti sacrali

si ripiega l’animo mio

ignaro di tale dono

incupito lo scorcio

dai rilievi gioviali

di questa amicizia antica

tendi ad osannare

la mancanza terrena

degli affetti

distogliendo la complicità

dal candore puro

di una comunione d’eventi

che ora….

accorcerebbe il peso

del distacco temporale

che grava sui linea_menti

del mio viso

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stop

non faccio più sconti a nessuno.
è finito il tempo in cui giustificavo ogni comportamento, ogni assenza, ogni scusa.
O ci sei, o no.
O dentro, o fuori.
Io non sono fatta per i rapporti ad intermittenza, né per quelli a senso unico.

ali_to

l’insufficienza

del mio cuore di mamma

rimango in questo stato

di dormiveglia

ad osservare il tuo sonno

cadenzato da picchi febbrili

che debilitano il mio animo

una mamma dovrebbe

aver consolidato

la corazza

ma che dirti cucciola mia

assistere a questa

battaglia tutta tua

in disparte

percependo il battito

regolare del tuo cuore

mi debilita

vorrei attutire

far mio questo tuo malessere

ma devo so_stare

negli angoli

sei parte distaccata di me

ora più che mai

capirai

il peso del sorridere sempre

nonostante il tuo corpo

ne abbia già viste tante

ne porti le cicatrici

e i giornalieri malesseri

come mamma devi esserci

a tutto tondo

nell’imperfezione che

caratterizza il tuo ruolo

di passaggio alla vita

un dono prezioso

al quale dovrai aggrapparti

con le tue uniche forze

questo piccolo ostacolo

va affrontato di tuo

a demarcare il

personale cammino

di ciascuno di noi

io…sono qui

rimango in ascolto

Opi

il cuore ha ceduto

non ha retto

all’avanza_mento arido

dell’armatura architettonica

smussati i ponteggi

spicca l’opacità

di marca

A. WILLINGER

inaridisce e china

il capo la brillantezza

del tuo paradiso terreno

un angolo verdeggiante

che hai curato

nei minimi dettagli

lacrime rigano il cuore

ogni volta che lo osservo

soffermo il respiro

sui “cimeli” artigianali

che ti ho donato

li hai conservati

in bella vista

nonostante

la perdita materiale

di lucentezza

e a dispetto dello scorrere

temporale

(ricorda cara Lidia…

non soffermarti all’apparenza

dell’oggetto in se

spicca il richiamo

natalizio_pasquale

ma è per natura

un atto d’affetto che hai

condiviso con me

e come tale va sempre esposto

sii fiera del calore

che ridestano questi tuoi

gesti)

ripenso a quel tuo

avanzare eretto

discreto_rispettoso

a quella tua forza d’animo

mi manchi tanto

hai saputo scorgere

il meglio di me

e te ne sono grata

hai permesso che sbirciassi

nel tuo mondo pulsante

fatto di storia

di viaggi

conservo quei quadri

tocchi di colore

spennellate di emozioni

ora…

alzo lo sguardo

tinteggi l’arcata celeste

il tuo modo di ricambiare

anche questa volta

la semplicità di questa mia

creatività pasquale

(lascerò sempre

una parte di me

sul selciato di pietra

che ti ha accolto

tra le sue braccia)

riposa in pace

ordinar_io

adatta_mento posturale

ri_entrare nei ranghi

di un orchestrina stridula

che delimita

il pulsare animato

di un rifiuto demarcato

SILENZIO

dovrei ri_mescolare

il peso delle parole

moderare il sillabico

eco sordo

ma…

la trasparenza goffa

dei miei tratti

non accetta quel ronzio

di parole taciute

per paura di

MOSTRARSI