M….teo

conoscendo la mia strampalata indole

immagino che questo scritto spicchera’

inosservato sul tuo diario

un flebile ricordo traslucido

trascorsi gli anno spensierati

quando sapevo ridere delle imperfezioni di questa mia materialita’

quando mi mostravo vulnerabile

ad ogni tuo sguardo imbarazzato

osservo la fierezza di quei lineamenti

la tua grinta spavalda rivolta ai quatro venti

da mamma_moglie non dovrei cedere

all’illogica melodia di questo tipo di giochetti

il cuore pulsa e le voglie piroettano

e tu…

sempre in prima fila a delineare

i tracciati dei tuoi pensieri

parole_fatti

spesso ho incrociato il tuo viso

tra le viuzze accalcate di lecco

sempre con l’illogico pensiero di sparire

per non risultare invadente

troppo misero questo mio essere

a confronto delle menti e delle “perfezioni” che ti corcondano

solo una volta ho avuto il pizzicorio

di volerti schioccare un bacio…

sormontata dalla penombra

dell’imponente teatro della societa’

ma…

cosa potrei destare io

se non…indifferenza

e…cosi e’ stato

mutismo espressivo

ringrazio me stessa

per quei momenti spensierati

tu complice passivo del mio mettermi a nudo

e…

per brevi istanti ti percepivo al mio “livello sensoriale”

…vento in poppa per te

mentre io osservo dietro le scene

lo scorrere irruento emozionale

trascinandomi su note ritmate

(stamattina leggendo questo mio trafiletto

avrai deriso questa mia immagine s_poetica) 


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…poster_io_ri

agli sgoccioli di questa stonata serenata

i risvolti adornati da sorrisetti in falsetto

discrepanze di sottofondo

appesantite dalla noncuranza carnale di contatto

abbraccio sgretolato da falsette parafrasi

da accenti inespressivi

che rimescolano le cenere dei ricordi

assecondando i goderecci gridolini

speranzosi…

_Piper_

 

una sedia per….

rivalutando le coordinate

direi che suona meglio un divano_letto

per districare i sottili fili dell’animo

un guanciale seminudo

quell’infittirsi guardigno

di raggelanti arabeschi

l’opacita’ delle carni

in netto esubero sulle bluastre striature

un quadretto vignettistico

di freddezza oculare

che in un sospirato sbadiglio

arriva a sfiorare il crocevia delle direttive sognati

…notte

quella buffa….

non saprei ricreare il motivo di questo interesse

ma la figura della befana  la sento molto affine

un personaggio leggendario

frutto di immaginari tramandati

goffa

imperfetta ma gradevole

un mixer esplosivo di vitalita’ e allegria

…diciamo che dovrei “alleggerirmi”

l’animo prendendo spunto da lei

calzare la scopa e via…

ridacchiando un tantino qua e un pochino la

disavventure trasudate

emozioni impresse come marchi

dentro quel rigonfio cofanetto che batte irregolarmente


BUONA EPIFANIA!