riepi_logo

tra le dita quel nodino

una meta da raggiungere

un viaggio a ritroso

nei meandri posticci delle tue movenze

prosciugato dalla fine dell´attesa

passaggi di orizzonti

tra le frastagliate usure della mente

avrei ri_assaporato

il palpitio di quei vorticelli

ma la brina ricopre

gli angoli dei tuoi zigomi biforcuti

echeggia afono l´augurio

alla musa dei tuoi canti

e lo sguardo mio sfuocato

ora vibra su tabulati olfattivi

tr_atto

l’ importanza del parlare

dell’ascolto

il sottile solleticch_io del silenzio

il retrogusto ar_dito

di una stretta di mano

anticamera di un abbraccio

quel bacio

prolunga_mento di respiri

e la spontaneità di un sorriso

tra le lacrime

sono battiti

che nessuna tecnologia può darci

cianfrus_aglie

arriva quello spiffero brinoso

e ti ritrovi a tubare con il tuo animo

in una vertigine capovolta di punti sfuocati

quel pizzicorio sotto il naso non demorde

e le mani sussultano in piccoli fremiti di nervetti

rigetti le fondamenta del tuo essere

e di rincuora la buffa pagliacciata

intavolata da chi perseveravi a te affine

tira che ti rigira risulto sempre io

la comparsa stonata di questa operetta

ma ho smesso di credere alla cruda realtá

di mascheroni ovattati in bambagie mascoline

come artefice strampalata di me stessa

rattristo la smorfia del mio inarca_mento

ma rigenero ramificazioni in boccio

perché nonostante il rimbombo dei pensieri

si purifica a singhiozzi l´animo travagliato

e a voi….

finti osservatori di questo corpo

é un peccato che non siate riusciti

a percepire il farfallio di questa mia essenza

asterisco

passi per le grigie vie

come un piccolo fantasma

sperando di urtare qualche sguardo..

di portare un pó di gioia

al tuo cuore malconcio

ma le tue fattezze trasparenti

non destano sguardi

un unico grido si ode

volta le spalle e passa oltre

s_temperata

distesa verdastra

su lastricati di ghiaccio

gioco di riflessi

eco di avvalla_menti innevati

nelle pieghe cutanee

profumo di muschio

sapore acre di mandorle

addentri le nodosità del tratto

nella sorgente

godendo l’ebbrezza

in una simbiosi

di tocchi leggeri

sollettichii sotto_pelle

di monellerie notturne

chino il capo sul cuscino

che Morfeo districhi

i miei appetiti

in_testino

esci di scena

posture silenziose

incastrate a pennello

nella danza circondariale

del tuo svolazzare

amaro boccone

ha dischiuso il luccichio

di questa parsa romanzesca

ho rigettato il canto nostalgico

di frasette circostanziali

attutendo la caduta

del tuo cerume

invano il lamento

si è nutrito del posticcio

primeggiare del tuo membro

sparpaglia il tuo drappo

su alpeggi a te più affini

pulsano su altre movenze

i miei rilievi serpeggianti

mua

non mi si addicono le movenze da femmina fatale

nel mio aspetto conservo ancora

un retró di innocente monella con le treccine…

quella che combina “marachelle”

che si lecca le dita sporche di cioccolata

che sguazza tra la schiuma di un rilassante bagno

sorseggiando un aperitivo che bagna le labbra

che balla sotto la pioggia

senza ombrello assaporando l´odore acre del terriccio

io sono cosi…sfuggente nella mia semplicitá

drii_nnnn


la mancanza di un piccolo dettaglio

che renda il quadretto piccantino

una cabina telefonica

un naso sopraffino

che colga i differenti aromi

che contagi con quel suo mistero intrigante…

che ne dici di assaporare

questa miscela fino all’ultima goccia?

pungi_topi

raggela l´afono abbraccio

di quel tuo ramificante scarna_mento dei miei _tratti poetici

giace nell´intimo di un rigetto

dalle nervature seghettate

quel tuo possesso di tratti

dove custodisci l´anteprima di un _permesso

e chi…ti da il diritto di immettere nel tuo bagaglio

i miei barlumi stralunati

infilzati a singhiozzi nella rete

sono parte del mio sganzerato zoppicare

nelle pareti ruvide del MIO BLOG_

che risuoni chiaro al crepuscolo del tuo Ego