Ale_

nome comune

che ricama orlature ambrate

una storia racchiusa

in un cappello

quel tuo cocciuto

riparo dal vociare…

selvaggia la natura

posturale_caratteriale

dal nocciolo asprigno

ma intenso

non sai quanto di te

porto in me

hai modellato il tuo essere

sentendoti accettato

percependo il tepore

di quotidiane attenzioni

ora mi chiedo…

come possono certe menti

etichettare una patologia

ops mi correggo una PERSONA

e si

siamo pur sempre tali,

solo dal pululare di parole?

E perché si è disposti ad

allungare le braccia

solo verso chi “riteniamo”

salvabile sotto un profilo

pretta_mente amichevole?

La malattia mentale

è una bestiolina insidiosa

vile

ti fa giocherellare

con le ombre

del tuo IO più profondo

arrivi ad accarezzare le budella

del tuo animo

al quale non hai

saputo accostarti

non sono cartelle cliniche

volti privi di espressione

sono silenzi che parlano

uditi da chi si accosta

in modo “incontaminato”

ma attento,

dolce ragazzo mio

(pesano i pensieri

sotto quel cappellino)

tira una malevole aria

da boia tra servizievoli

sorrisi convenzionali

calibra il tiro dei tuoi affetti

non serve rifugiarsi tra gli

ingranaggi dei videogiochi

la realtà…purtroppo è molto

più scioccante

tu hai ospitato il mio cuore

non è da tutti

credimi…

sono diventata

molto selettiva anche io

con il procedere

delle rughe

permetti alle ventate d’aria

di accarezzare

il tuo animo in crescita

sono sempre più rare

quelle di genuino accosta_mento

ma so che il suono

della batteria_

farà trasparire

la tua sensibilità pensante.

ringrazio te e tuo papà

per avermi concesso

il privilegio di averti

con noi qualche giorno,

di avervi potuto tendere la mia mano

sai mi sarebbe

piaciuto avere un maschietto

pazienza…

rimane (in me e nelle befanine)

qualcosa di più unico

il ricordo di un gesto

di giornate trascorse insieme

Annunci

cero_ne

pungente ago direzionale

lo scorgere

quel velo espressivo

di veritiero disgusto

traspaiono le nudità

dell’attore di scena

diamo cosi poco spessore

a questi esili segnali di…

noi

attenzione allarme intrusione

potresti far trasparire

ciò che real_mente

pensi

non sia mai

meglio reimpostare il trucco

riappropriarsi del parrucco

e procedere sul binario

…affollato rigonfia_mento

transito facciale

tristi ombreggiature

di una realtà che incalza

sull’umiltà d’animo

pata_trac

“Ora devi imparare

ad amare te stessa.

Non posso farlo io

al posto tuo.

Devi farlo da sola.

Devi dare amore a te stessa.”

il mondo scorto attraverso

le trame in trasparenza

di un ribes

morsicchiato

gustato

spolpato del candore

quel corposo

aroma sulla lingua

e tagli di netto

quel moncherino

che infastidita

il fluire viscerale

respiro….

farò ancora i conti

con i circuiti emozionali

di quei volti

ma da un angolazione

alquanto suggestiva

palpeggiando quel

puntino ombroso

che trasuda un subbuglio

di emozioni

riservate a pochi

viaG_gio

pallida luna

non distinguo

il percorso

che mi avvicinava

a quel gioco d’ombre…

un leggero venticello

spazza via quel grigiume

voglio seguire solo

quella tenue vocina

che mi guida

verso altri sentieri